Tempi draconiani: polaroid dal 2019

Come da grandi poteri derivano grandi responsabilità, così i tempi difficili richiedono scelte difficili. Dracone fu un legislatore ateniese noto per l’estrema severità ed ecco spiegato l’aggettivo che leggete qui sopra. Chiusa la parentesi “Rob Brezny”, vengo al punto: ci sono giorni nei quali il mondo pare prossimo al collasso. Tra fascismi, disastri ambientali, crisi economiche e sociali, sperare in un futuro decente equivale a osservare una linea sempre più sottile che, sull’orizzonte annebbiato, potrebbe anche rivelarsi un miraggio. Però non mi arrendo. Giammai.

Perché se iniziamo tutti a farlo è davvero la fine. Perché se l’attualità insegna qualcosa, è che certe decisioni quotidiane apparentemente trascurabili sono il punto di partenza per mutare accadimenti di portata globale. Casomai qualcuno stia storcendo il naso e cianciando di retorica, suggerisco di rileggere le note interne di Warehouse: Songs And Stories. Che una rivoluzione possa iniziare ogni mattina di fronte allo specchio del bagno è cosa nella quale credo da una vita e nella quale sempre crederò. E questo blog è il mio modo per offrire qualcosa che faccia vivere meglio, anche solo per qualche ora. Per questo, sentitevi liberi di commentare, suggerire, consigliare. Sono tutt’orecchi.

best 2019

Intanto, un anno nuovo porta seco il “meglio di” del suo predecessore, dunque non indugio oltre. Alla luce del sensazionale raccolto scorso pensavo che avrei faticato a radunare un po’ di dischi significativi, ma del 2019 conservo un tesoretto vivo, bello, eterogeneo. Ecco umanisti elettronici in nuovi mondi verdi, artigeni che assemblano la contemporaneità con il passato, ragazze che ci sbatacchiano chiappe e cervello, forme mutanti di folk, soul e pop… E poi: colorate nostalgie di avveniristici ieri, esempi di spontanea complessità, ritorni e rinascite. Al solito, non ha senso trarne predizioni che esulino dai gusti personali.

L’unica costante è che la sovrapproduzione rende irrilevante ogni “punto della situazione” poiché i punti sono cento e anzi mille. Con tutta la storia a portata di click, la prevalente concezione orizzontale del tempo ha creato uno schiacciamento che spazza via corsi e ricorsi. Nulla può più essere “in” o “out” e, in fondo, questo è l’unico aspetto positivo della faccenda. Per il resto, il sistema come lo conoscevamo ha un piede sull’orlo dell’entropia o di un azzeramento pre-palingenesi. Staremo a vedere cosa accadrà. Intanto, questi dischi contribuiscono a rischiare la vi(t)a e a tenere accesa la fiammella della speranza. Perché la lucha sigue e la musica l’accompagna. Felice 2020, care lettrici e cari lettori.

schroeder best 2019

CUORE DAL 2018

AA.VV. – 3×4

QUINDICI PORTATE 

Bonnie “Prince” Billy – I Made A Place

Deerhunter – Why Hasn’t Everything Already Disappeared

Fat White Family – Serfs Up

Steve Gunn – The Unseen Inbetween

Brittany Howard – Jaime

Little Simz – Grey Area

Mega Bog – Dolphine

Mercury Rev – Bobbie Gentry’s The Delta Sweete Revisited

Modern Nature – How To Live

Moon Duo – Stars Are The Light

Rustin’ Man – Drift Code

These New Puritans – Inside The Rose

Tropical Fuck Storm – Braindrops

Ultramarine – Signals Into Space

Vanishing Twin – The Age Of Immunology

SAPORI ITALIANI: Basement 3, Jennifer Gentle, Massimo Volume, Two Monkeys, Uzeda

L’ENOLOGO CONSIGLIA: Big Thief, Wilco

CHEF DELL’ANNO: Robert Forster

 

10 pensieri riguardo “Tempi draconiani: polaroid dal 2019”

  1. “E questo blog è il mio modo per offrire qualcosa che faccia vivere meglio, anche solo per qualche ora.”
    Missione pienamente compiuta, Giancarlo. Grazie di ciò che fai per rendere il mondo migliore – per me, suggerirmi ascolti che nemmeno immaginavo – e un sincero augurio di un ottimo, o anche solo migliore, 2020.

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  2. La speranza deve essere l’ultima a morire, altrimenti che ci restiamo a fare a ‘sto mondo. Gran bella lista, ma non me l’aspettavo che così! Era un po’ troppo che mancavo da qui, ora che ci penso, vediamo se con l’anno nuovo… 😉 P.S. comunque ci sono punti di contatto con la mia, di lista, questo fa ben sperare anche me, qualcosa ancora ne capisco 😀

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  3. Ciao, Gianluca. Concordo pienamente con Orgio: il tuo obiettivo di “offre qualcosa che faccia vivere meglio, anche solo per qualche ora” è pienamente centrato! E, con l’ostinazione di chi, come te, non si arrende, ti auguro un felice 2020!

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      1. Scusa, Giancarlo. Un lapsus che non so nemmeno io a cosa dovuto. Anzi, forse si: dalle libagioni che anno accompagnato le luculliane mangiate delle feste natalizie. 🙂

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  4. errata corrige: il testo avrebbe voluto essere: “Scusa, Giancarlo. Un lapsus che non so nemmeno io a cosa sia dovuto. Anzi, forse si: alle libagioni che hanno accompagnato le luculliane mangiate delle feste natalizie.”
    Malgrado gli stravizi di cui sopra, sono ancora in grado di scrivere in un italiano corretto, ma la tastiera del mio PC è un po’ che fa le bizze ed ho il maledetto vizio di cliccare sull’icona “pubblica un commento” senza prima andarmelo a rileggere.
    🙂🙂🙂

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